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Il petrolio torna a soffrire, per Iran la fine delle sanzioni potrebbe essere questione di giorni

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Tornano le vendite sul petrolio sui timori che l’Iran otterrà lo sblocco delle sanzioni già nei prossimi giorni e quindi contribuirà a incrementare l’eccesso di offerta di petrolio a livello globale. Dopo il tentativo di rimbalzo delle ultime due sedute, oggi i futures su Wti e Brent sono tornati a scendere con decisione, entrambi non lontani dalla soglia critica dei 30 dollari al barile. In particolare il Wti cede oltre il 3,5% questa mattina a quota 30,10 dollari al barile, non lontano dai minimi a oltre 12 anni toccati nelle scorse sedute. 
Da inizio anno le quotazioni del petrolio sono già scese di circa il 20% con diversi analisti che vedono spazio per un’ulteriore discesa fino a quota 20 dollari al barile. 

Greggio iraniano potrebbe arrivare sul mercato prima del previsto 
Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, John Kirby, ha detto che il reattore nucleare iraniano di Arak è stato spento, una mossa fondamentale per l’attuazione del patto sul nucleare raggiunto lo scorso anno da Teheran con le maggiori potenze mondiali.  
Ora l’Iran si aspetta che l’International Atomic Energy Agency emetta un rapporto finale oggi, confermando che il Paese mediorientale ha rispettato tutti gli obblighi dell’accordo nucleare.

Una volta rispettate tutte le condizioni dell’accordo sul nucleare, le sanzioni occidentali contro l’Iran dovrebbero essere revocate entro pochi giorni potenzialmente aprendo la strada a maggiori esportazioni di petrolio dal paese. 
Teheran mira ad aumentare le esportazioni di greggio di 1 milione di barili al giorno entro sei mesi da quando le sanzioni verranno annullate. Secondo gli analisti di Barclays l’Iran potrebbe arrivare a produrre quasi 700.000 barili al giorno di più di petrolio nel quarto trimestre del 2016 rispetto allo stesso periodo nel 2015.