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Petrolio: tenta di uscire dal trading range. Nuovo massimo dal novembre 2014 a 80,9 dollari

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Il Brent oggi ha infranto la resistenza statica degli 80 dollari, raggiungendo così il massimo dal novembre 2014 a 80,9 dollari. Un segnale importante visto che i prezzi muovevano in un trading range compreso tra 80 e 71,2 dollari ormai da maggio. Situazione di equilibrio dei prezzi che segue da vicino quello tra domanda e offerta della materia prima, la quale negli ultimi mesi si mantiene sostanzialmente in equilibrio.

 

La situazione però è complessa. Se infatti scompensi di breve dal lato dell’offerta potrebbero favorire un rialzo del prezzo del petrolio, diverse rimangono le incognite sulla forza della domanda globale futura. A favore di un potenziale incremento dei prezzi nel breve periodo ci sono le difficoltà di Venezuela e Iran. Nel Paese Sud Americano l’output infatti, che in agosto ha segnato una flessione a 1,24 mb/d, potrebbe arrivare a 1 mb/d a fine anno. Anche l’Iran ha visto un calo del 5% della produzione tra giugno e agosto a 3,58 mb/. Non poco se si pensa che le sanzioni degli USA sulle esportazioni iraniane saranno implementate il 4 novembre. Inoltre, per il 4° trimestre di quest’anno, l’AIE prevede un incremento della domanda delle raffinerie per 0,5 mb/d. Positivo per i prezzi anche l’inizio del periodo degli uragani in USA e le difficoltà produttive del Brasile.

 

Di contro però sono diverse le criticità strutturali che potrebbero giocare a sfavore dei prezzi. Difficilmente prevedibili in termini di domanda sono gli esiti della guerra commerciale USA-Cina e l’evoluzione della crisi nei Paesi emergenti. La svalutazione delle valute locali sta generando un aumento del costo dell’energia in questi Paesi. Nel breve dunque, quello che potrebbe determinare la precisa direzione del brent sarà la decisione dei Paesi OPEC di rimpiazzare la produzione di Venezuela e Iran. L’OPEC infatti vanta una capacità inutilizzata di 2,7 mb/d, di cui il 60% in mano all’Arabia Saudita. Decisione che potrebbe arrivare anche prima del 4 novembre.

Da un punto di vista tecnico infatti il Brent, dopo una fase di forte accelerazione che l’ha caratterizzato da metà del 2017, naviga in un trading range. Da aprile 2018 infatti i prezzi sono in una fase laterale compresa tra il supporto statico dei 70 dollari e la resistenza statica degli 80 dollari. Questi rimangono dunque i livelli chiave da monitorare per cogliere i futuri movimenti di prezzo. Più precisamente, a sostenere i corsi abbiamo sia il supporto statico descritto dalla fascia di prezzo compresa tra 71,28 e 70 dollari, che la trend line rialzista di lungo corso, disegnata sui minimi del giugno 2017 e agosto 2018. Il break del supporto statico e dinamico avrebbe conseguenza serie per il Brent con supporti di medio a 66,7 e 60 dollari. Al rialzo invece la rottura in chiusura della candela degli 80 dollari permetterebbe al greggio di salire a 83 e 87 dollari.