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Petrolio: Stevenson (Fidelity), discesa dei prezzi non ha scalfito super-ciclo rialzista

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Il ribasso dei prezzi del petrolio a cui stiamo assistendo può essere visto come la fine della bolla delle commodities? Tom Stevenson, Head of Corporale Writing di Fidelity Investments International, ha analizzato le somiglianze tra discesa del petrolio e quella del Nasdaq dopo scoppio bolla hi-tech nel 2000: “Nessuno può promettere che il prezzo del petrolio continuerà a seguire il declino del Nasdaq. Ci sono buone ragioni per cui non dovrebbe accadere. La motivazione che vede un prezzo del petrolio ancora alto è più fondata di quella che vedeva un prezzo dei titoli tecnologici costantemente ai massimi”. A differenza degli anni ’70, quando gli squilibri nell’offerta sono stati la causa di due tremendi shock, oggi le ragioni fondamentali dell’aumento dei prezzi sono la crescente domanda proveniente dai paesi emergenti dell’Asia, il calo delle riserve facilmente estraibili e il fatto che il petrolio rimanente si trova in paesi politicamente instabili. “La recente debolezza del petrolio – è la conclusione dell’esperto di Fidelity Investments – non scalfisce in alcun modo la visione di lungo periodo che vede un super-ciclo del petrolio. A meno che non ci allontaniamo dalla dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati, questa flessione subirà verosimilmente un’inversione di tendenza a un certo punto. Pianificare i propri investimenti sulla base di prezzi dell’energia
costantemente elevati sembrerebbe sensato”.