Petrolio: Stevenson (Fidelity), la discesa dei prezzi guidata da minor domanda

Inviato da Redazione il Lun, 18/08/2008 - 13:15
Sono diversi i fattori che stanno dietro alla discesa delle quotazioni del petrolio nelle ultime settimane. Il prezzo del greggio è sceso di circa un quinto rispetto ai massimi sopra quota 145 dollari al barile e a guidare la discesa è stata una minore domanda abbinata anche a un'offerta della materia prima più adeguata. "Il rallentamento della crescita economica è certamente una delle ragioni del ribasso del prezzo del petrolio", è l'opinione di Tom Stevenson, Head of Corporale Writing di Fidelity Investments International. In particolare in America, dove tasse a livelli bassi comportano un rialzo del prezzo del petrolio e il conseguente aumento del costo del gas, si è verificato un evidente calo della domanda. "Questo è il più importante fattore per il prezzo di compensazione della materia prima più importante del mondo - rimarca Stevenson -. Ma bisogna considerare anche l'aumento dell'offerta. La quantità di petrolio fornito dai paesi dell'Opec è aumentata se consideriamo che i 32,4 milioni di barili al giorno dello scorso giugno sono 1,8 milioni in più rispetto a un anno fa, e per la prima volta in assoluto la International Energy Agency ha smesso di sollecitare l'aumento della produzione ai cartelli dei produttori di greggio". Non va infine tralasciata l'influenza sui prezzi del petrolio esercitata dagli investitori. HSBC ha stimato che negli ultimi tre anni 200 miliardi di dollari sono stati riversati nei fondi specializzati in materie prime, poiché gli investitori istituzionali hanno cercato di diversificare i loro portafogli rispetto all'azionario e all'obbligazionario, cercando inoltre di preservare i capitali contro la discesa del dollaro.
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