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Petrolio sotto pressione in vista dell’incremento dell’output

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Le indiscrezioni su un presunto via libera iraniano a un modesto incremento della produzione spingono al ribasso il greggio. Terza seduta con il segno meno per il future con consegna settembre sul Brent, in rosso all’ICE dellì’1,26% a 73,39 dollari il barile, nel giorno del meeting dei Paesi Opec con quelli non facenti parte del cartello (capitanati dalla Russia).

Secondo i ben informati, l’opposizione iraniana al lieve incremento dell’attuale livello produttivo, fermo ormai dal gennaio 2017, dovrebbe essere stata superata.

Ieri sera, il Ministro del petrolio del Paese, Bijan Zanganeh, avrebbe acconsentito un incremento contenuto del livello dell’output che dovrebbe attestarsi in quota 600-800 mila barili. Inizialmente, Russia e Arabia puntavano a una crescita di 1,5 milioni di barili giornalieri.