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Petrolio sotto i 50$, benzinai verso lo sciopero

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La corsa al ribasso del prezzo del petrolio continua in picchiata. A New York, solo in chiusura il petrolio Wti è tornato a riagguantare la barriera psicologica dei 50 dollari al barile. È stata una giornata di passione quella di ieri per l’oro nero, che è scivolato nel corso della seduta a quota 49,90, registrando un calo di oltre due dollari e indietreggiando fino a toccare il minimo dal 25 maggio 2005. In apertura i prezzi non si sono discostati molto dai valori della chiusura di giovedì. L’inversione di tendenza è arrivata nelle pomeriggio, quando il petrolio ha cominciato a perdere progressivamente quota.


Una virata in negativo da imputare in primis ai dati sulle scorte strategiche settimanali di greggio negli Stati Uniti. I dati, resi noti dal Dipartimento dell’Energia americano, hanno infatti messo in evidenza un incremento pari a 6,8 milioni di barili mentre le scorte di benzina sono salite di 3,5 milioni di barili. In aumento anche le scorte di distillati, pari a 900mila barili, 141,9 milioni di unità. Numeri superiori alle attese che hanno colto in contropiede il mercato.

Novità importanti sono giunte anche dall’Europa. Nella mattinata di ieri, a Parigi, l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) si è seduta a tavolino e ha deciso di rivedere le sue stime sulla crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2007. Inoltre, ha messo in guardia da probabili assottigliamenti delle forniture previsti per i prossimi mesi. Secondo le stime dell’Aie, i prossimi dodici mesi si caratterizzeranno per un incremento della domanda dell’1,6%, a 85,8 milioni di barili al giorno di media, rispetto al +1,7% delle precedenti previsioni.


Intanto, i benzinai italiani sono sul piede di guerra. A infuocare il clima, è stato prima un incontro al ministero per lo Sviluppo economico e poi l’intervento dell’Antitrust, che ha messo nero su bianco la questione della «razionalizzazione» della rete di distribuzione e inviato una segnalazione al Governo. I gestori non sono stati con le mani in mano. Hanno infatti proclamato uno sciopero di 48 ore, annunciando che il calendario dello stop sarà deciso lunedì prossimo.
 
L’Antitrust è scesa dunque in campo nel settore della distribuzione carburanti. Il suo intento è quello di sollecitare la “rimozione dei vincoli locali e l’apertura della rete”. Il primo passo concreto è la vendita dei carburanti nella grande distribuzione e la liberalizzazione degli orari. L’Authority ha chiesto anche a gran voce l’eliminazione delle barriere all’ingresso e una maggiore “trasparenza per i consumatori”. “Nonostante la necessità di ristrutturare e modernizzare la rete sia da tempo enunciata quale una priorità degli interventi del legislatore, i progressi ottenuti non sono stati sufficienti”, ha scritto il Garante, ricordando che dai 39.000 punti vendita presenti in Italia nel 1980 si è arrivati agli “attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato”.