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Petrolio: si riducono le possibilità di un taglio dell’output, prezzi ritracciano

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Minori probabilità di un accordo tra Russia e Opec penalizzano le quotazioni del greggio. -3,3% per il future sul Brent che dopo l’incremento di 4,68 dollari registrato nelle ultime quattro sedute arretra a 34,77 dollari. La frenata è riconducibile al raffreddamento dell’ipotesi di un taglio congiunto dell’output dopo che un portavoce di Rosneft, la compagnia di stato russa, ha fatto sapere che “”non è successo niente di nuovo, abbiamo continuamente consultazioni con l’Opec, tutte le posizioni sono note e non ci sono stati cambiamenti”.

Secondo un team di Goldman Sachs capitanato da Damien Courvalin e Jeffrey Currie una taglio della produzione da parte del Cartello a questo punto sarebbe inutile. “Alla luce del tempo probabilmente necessario ad una mossa del genere, alla continua crescita delle scorte negli Stati Uniti e a livello globale […] potrebbe essere troppo tardi per i produttori Opec per prevenire un nuovo e forte calo dei prezzi”.