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Il petrolio scivola sotto i 60$ al barile per la prima volta dal luglio 2009, investitori in modalità risk off

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Oggi, per la prima volta dal 10 luglio del 2009, le quotazioni del WTI, il petrolio americano, sono scese sotto la soglia dei 60 dollari al barile.

La discesa dei corsi dell’oro nero ha così spinto per l’ennesima volta al ribasso i valori delle azioni europee. E’ come se gli investitori in questa fase fossero preda di una nuova avversione al rischio dopo mesi caratterizzate da una propensione positiva verso il rischio.

“L’aumento dell’offerta di petrolio greggio americano ha messo pressione al ribasso sui prezzi dell’oro nero”, commenta Jasper Lawler, Market Analyst di CMC Markets, evidenziando tuttavia come a incidere maggiormente sull’andamento negativo dei corsi del greggio sia “il possibile rallentamento della domanda globale di greggio”.

Che questo rischio sia concreto peraltro emerge dalle stesse proiezioni dell’OPEC e dell’IEA, l’ International Energy Agency.

“Il calo delle stime della domanda emerso in questi giorni è imputabile a un crollo più marcato del previsto della domanda cinese e giapponese”, aggiunge a riguardo Lawler, notando come “se il calo dei prezzi del petrolio sono un indicatore importante della crescita globale, ecco che nel 2015 potremmo vivere qualche problema congiunturale”.