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Petrolio: rosso del 3,9% nelle ultime cinque sedute, è iniziata la battaglia dei prezzi?

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Ancora una seduta all’insegna della debolezza per le quotazioni del Brent che all’Ice, contratto con consegna dicembre, quota in rosso dello 0,34% a 82,58 dollari il barile. La debolezza della domanda, il boom dell’offerta statunitense (massimi da 31 anni) e il rafforzamento del dollaro (che rende gli acquisti più costosi per gli acquirenti non-americani) tra le maggiori cause del recente crollo di prezzi, scesi del 3,9% nelle ultime cinque sedute, del 10,85% in un mese e del 22,7% nel trimestre. Nel prossimo meeting dell’Opec, fissato per il 27 novembre, secondo gli esperti c’è il 30-40% di probabilità di un taglio dell’output.

“Per il momento i paesi coinvolti sembrano dirigersi verso una riduzione dei prezzi piuttosto che verso un taglio dell’offerta e a riprova di questo, alcuni paesi membri, come l’Arabia Saudita, l’Iraq e l’Iran, stanno offrendo Arab Light ai compratori asiatici ai prezzi più bassi dal 2009”, commenta Fabio Galeotti, analista di Saxo Bank Italia.

“In particolare -continua Galeotti – l’Arabia Saudita non sembra intenzionata a tagliare la produzione a meno che gli altri paesi membri dell’Opec non facciano lo stesso e comunque con un taglio non superiore ai 500000 barili al giorno”. “Sembra quindi iniziata una battaglia dei prezzi tra i membri dell’Opec per il mantenimento delle quote di mercato”.