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Il petrolio ridiscende sotto i 60 dollari, attesa per i tassi Usa

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La scommessa finora è stata a senso unico e la posta è diventata sempre più alta. Sul tavolo della roulette del mercato del petrolio ci sono almeno 46 miliardi di dollari, solo a New York, puntati sul rialzo del prezzo del greggio. Nel giro di due settimane a giugno il volume delle scommesse è aumentato di 14 volte: ormai più di un barile su dieci viene trattato da operatori non commerciali, hedge funds, fondi istituzionali, investitori sciolti, attirati da un rialzo delle quotazioni che è già stato del 32% nel 2005. E i rapporti settimanali delle agenzie federali di controllo sui futures si fermano al 21 giugno, prima, cioé che con un’altra pazza corsa, il prezzo del greggio crescesse di un altro 5% in soli tre giorni, sfondando quota 60 dollari al barile e attirando nuovi speculatori. Ieri il mercato ha preso una pausa di respiro, lasciando che la quotazione ridiscendesse sotto la soglia dei 60 dollari a 58,25. Gli operatori scontano l’annuncio atteso per oggi che le scorte Usa di prodotti raffinati sono ad un livello rassicurante, ma pochi si azzardano a pronosticare una svolta di mercato. Difficilmente queste inquietudini distoglieranno Alain Greenspan da un ulteriore aumento di un quarto di punto dei tassi di interesse americani, nell’attesa riunione di domani della Fed.