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Petrolio: quotazioni in calo, pesa l’incremento delle scorte Usa

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Torna a scendere il petrolio. Dopo la fiammata causata dai danni alle infrastrutture petrolifere libiche, tornano le vendite sul greggio. Per acquistare un barile di brent sono necessari 114,86 dollari, 1,2 dollari in meno rispetto a ieri, mentre lo statunitense light scambia in calo di 0,75 dollari. Il mercato sta indirettamente dando ragione all’Opec, che ieri per bocca di alcuni esponenti ha definito adeguati gli attuali livelli produttivi, escludendo un incremento dell’output.

Dopo la presa di posizione del governatore iraniano Mohammad Ali Khatibi, anche il ministro algerino Youcef Yousfi si è detto favorevole ad un mantenimento dello status quo. Valutazioni confermate dai dati sulle scorte statunitensi diffusi ieri. La statunitense Eia (Energy information administration) ieri ha annunciato che gli stock sono cresciuti di 2,5 mln di barili a 348,9 mln, ben al di là dei +400 mila barili pronosticati dagli analisti.