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Petrolio: quotazioni ancora in crescita, sul Wti finisce la fase di contango

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Fine del contango sul mercato del Wti. Il greggio made in Usa con scadenza dicembre 2011 dopo il +4% messo a segno ieri, oggi registra un rialzo dello 0,95% portandosi a 92,14 dollari il barile. I recenti rialzi hanno permesso al contratto con scadenza dicembre di superare dopo più di tre anni quelli con scadenze più lontane, mettendo così fine alla fase contango per dare il via a quella backwardation.

Nel primo caso i prezzi per le scadenza più vicine sono inferiori rispetto a quelle delle scadenze più lontane mentre nel secondo, come ad esempio nel caso del Brent, la situazione è diametralmente opposta: i prezzi per le scadenze più ravvicinate sono superiori ai prezzi futuri. In genere la prima condizione si verifica quando la presenza di costi aggiuntivi (come il trasporto o lo stoccaggio) grava sul prezzo dei derivati mentre il backwardation in genere presuppone la difficoltà del mercato a soddisfare la domanda. Secondo gli operatori il passaggio del Wti in backwardation è attribuibile al calo delle scorte, scese sotto la media degli ultimi 5 anni. In questo momento, nonostante il rallentamento globale, le scorte statunitensi segnano un calo di quasi il 10% rispetto ad un anno fa ed il dato relativo Chshing, l’hub dove il petrolio statunitense entra nelle condutture del nord-America, mette a segno un rosso del 20%.