1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Petrolio: produzione in aumento per Iran, Canada e Paesi Opec

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Quotazioni del greggio in ritracciamento nel pomeriggio. Il breve recupero di ieri è durato poco e dopo una mattinata in cui i prezzi hanno veleggiato sulla parità, il prezzo del barile torna di nuovo a calare. 

Al momento un barile di WTI viene negoziato al New York Mercantile Exchange a 40,70 dollari, mentre il contratto per consegna a settembre sul Brent è scambiato sull’Ice per 42,78 dollari. 

Gli analisti sostengono che sebbene il dato settimanale sulle scorte di benzina sia sceso di 3.26 milioni di barili nella scorsa settimana, le scorte di greggio sono aumentate per la seconda settimana consecutiva. Anche il crack spread di settembre è sceso di circa 1,33 dollari, passando da un massimo di 15,95 dollari per barile agli attuali 14,54 dollari. 

A livello fondamentale il ritorno alla produzione di alcuni grandi Paesi come Canada e Iran ha riportato la pressione dell’offerta sui prezzi del greggio. Dal grafico in pagina si può notare come i produttori siano tornati a pompare oro nero nel mercato, principalmente Canada, Iran e Paesi Opec.

Da fine giugno la produzione del Canada ha subito una rapida accelerazione verso l’alto dai 2.800 barili al giorno ai 3.461 barili. L’assist per l’incremento è stato fornito principalmente dalla fine dell’emergenza incendi nella regione dell’Alberta. Nel secondo trimestre dell’anno i Paesi Opec hanno portato la produzione oltre i 33.179 barili giornalieri mentre l’Iran, con la fine delle sanzioni economiche, ha aumentato la produzione a 3.610 barili.

Mohammed Barkindo, il nuovo segretario generale dell’Opec, ha dichiarato che “La situazione del 2008, quando i prezzi del petrolio erano ben oltre i 100 dollari a barile, era “anormale” e insostenibile, perché generata da situazioni che non potevano protrarsi nel lungo periodo”.

Secondo alcune banche d’affari come Citigroup e Merrill Lynch, il recente ribasso delle quotazioni si potrebbe arrestare in area 40 dollari al barile, perché la correzione dei prezzi ha portato un maggior equilibrio tra domanda e offerta.