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Petrolio: prezzi tornano a scendere, Stati Uniti verso la liberalizzazione dell’export

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Torna il segno meno sul greggio. In attesa dei dati sulle scorte statunitensi, viste in calo di 0,3 milioni di barili, il future con consegna gennaio sul Wti (il petrolio di riferimento negli Stati Uniti) segna un calo di un quarto di dollaro a 37,09 dollari il barile (-0,7%).

Salite di oltre 1,7 dollari negli ultimi due giorni, oggi le quotazioni dell’oro nero pagano pegno all’aggiornamento sugli stock diffuso dall’American Petroleum Institute che nell’ultima settimana ha evidenziato un incremento di 2,3 milioni di barili (i dati API, a differenza di quelli elaborati dal Dipartimento dell’Energia, sono comunicati dagli operatori su base volontaria).

Indicazioni ribassiste arrivano anche dal Congresso statunitense, a un passo dall’autorizzare la libera esportazione di greggio. Le maglie del provvedimento di stop all’export, in vigore da oltre 40 anni, negli ultimi tempi sono state allargate e l’approvazione della legge di bilancio potrebbe rappresentare il punto di svolta. Il via libera democratico alla liberalizzazione dell’export potrebbe essere barattato con l’assenso repubblicano a maggiori incentivi per le fonti rinnovabili.