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Petrolio: prezzi in calo ridurranno investimenti e favoriranno le richieste

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La contrazione dei prezzi del greggio è destinata a ridurre gli investimenti del settore. È quanto ha dichiarato Fatih Birol, capo economista dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Iea, International energy agency), l’organizzazione con sede a Parigi che rappresenta i Paesi consumatori di petrolio. Se i prezzi dovessero confermarsi in quota 80$ il barile, stima Birol, nel 2015 gli investimenti statunitensi nel campo dello shale oil scenderanno del 10% mentre la domanda e la dipendenza dal petrolio mediorientale sono destinate a crescere. “I prezzi attuali possono garantire vantaggi ai consumatori, ma non sono destinati a durare a lungo”, ha detto Birol.

Nel suo report mensile l’Opec, l’organizzazione che invece raggruppa i produttori, ha confermato le stime su domanda e offerta per l’anno corrente e il prossimo stimando per il 2015 un calo delle richieste per il greggio del cartello a 29,2 milioni di barili giornalieri, circa un milione in meno rispetto all’output attuale.

Segno meno per il future sul Brent con consegna gennaio che all’Ice segna il terzo calo consecutivo passando di mano a 81,86 dollari il barile, lo 0,6% in meno rispetto al dato precedente.