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Petrolio, parte il toto-scommesse su quota 80

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Il dollaro corre su tutti i mercati e tocca il massimo da 13 mesi sull’euro e da circa 11 mesi sullo yen, mentre il petrolio torna a salire toccando i 58,75 dollari a New York, spinto dalla speculazione che punta già sugli 80 dollari al barile, il livello toccato durante l’ultimo shock petrolifero. Se ciò avvenisse per l’Italia, che dipende per l’80% del fabbisogno energetico dall’import del petrolio, sarebbe un disastro. Nel timore che il mercato non riesca a soddisfare la domanda estiva ed invernale, prevista in forte crescita, ieri a New York il prezzo del greggio West Texas Intermediate è cresciuto di 2,25 dollari al barile fuori mercato toccando i 58,75 dollari. Anche a Londra il barile di brent ha raggiunto quota 58,10 dollari. Convinta dell’insufficienza dell’offerta la grande speculazione ha deciso di puntare sugli 80 dollari a barile per il prossimo dicembre. Sono infatti già 6.900 i contratti con l’opzione che consentirebbe agli operatori di acquistare i futures di dicembre a 80 dollari al barile. Nel gennaio scorso questi contratti erano appena 77.