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Petrolio: l’Opec non taglia la produzione, a picco le quotazioni di Wti e Brent

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Nulla di fatto al vertice Opec. L’Organizzazione dei Paesi esportatori ha deciso di lasciare invariata la produzione di petrolio a 30 milioni di barili al giorno. Il mancato taglio della produzione ha subito fatto scattare un’ondata di vendite sui prezzi del greggio: a Londra il Brent cede circa il 3,50% sotto quota 75 dollari al barile, la quotazione più bassa dal settembre del 2010, mentre a New York il Wti lascia sul parterre oltre 3 punti percentuali appena sopra 71 dollari al barile.

Da inizio anno il prezzo dell’oro nero è sceso del 26% con una decisa accelerazione ribassista negli ultimi cinque mesi complice anche il forte apprezzamento del dollaro statunitense, la valuta in cui è quotato il petrolio. Sul greggio pesano anche fattori fondamentali quali il rallentamento della domanda globale abbinato alla forte espansione della produzione shale oil negli Stati Uniti.

Nel meeting dell’Opec ha quindi prevalso la linea dell’Arabia Saudita. Ieri il ministro del Petrolio saudita, Ali Al-Naimi, si era detto fiducioso sulla capacità del mercato di autoregolarsi. Per Al-Naimi, come riportano le principali agenzie di stampa, quella di oggi “è una grande decisione”. Sconfitta invece la linea di Iran e Venezuela, che premevano fortemente per un taglio delle quote produttive. Il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, ha dichiarato che non su tratta della decisione che voleva l’Iran.