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Petrolio: nuovo allarme dell’IEA su eccesso offerta globale, domanda crescerà meno causa Cina

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I mercati petroliferi globali potrebbero “annegare in eccesso di offerta”. E’ l’allarme lanciato oggi dall’International Energy Agency (IEA) che vede un rallentamento della crescita della domanda e allo stesso tempo il mercato dovrà fare i conti con il ritorno del petrolio dell’Iran in scia alla fine delle sanzioni. L’IEA ritiene che i prezzi del petrolio potrebbero andare ancora più in basso. 
L’IEA ha tagliato oggi le stime sulla domanda globale di petrolio nel 2016, vista in rallentamento a causa dell’indebolimento dell’espansione economica della Cina. Sul fronte dell’offerta, quella non-OPEC è stimata ridursi di 600.000 barili al giorno nel 2016 (calo più marcato dal 1992), ma il ritorno dell’Iran dovrebbe colmare questa lacuna entro la metà dell’anno. Di conseguenza, i mercati mondiali appaiono destinati a trovarsi a metà 2016 con un eccesso di offerta di petrolio pari a 1,5 milioni di barili al giorno. 
L’aumento dell’offerta Opec abbinato al rallentamento della domanda dovrebbe portare, secondo le nuove stime IEA, a un accumulo ulteriore di 285 milioni di barili delle scorte globali nel 2016 dopo il boom di 1 miliardo di barili nel 2015. 
Lo scorso anno l’offerta globale di petrolio è cresciuta di 2,6 milioni di barili al giorno. La domanda invece nel quarto trimestre dell’anno ha segnato un rallentamento di 1 milioni di barili al giorno.  

L’Iran immetterà 600mila b/g in più entro metà anno 
Per quanto riguarda l’Iran, che il 16 gennaio ha ottenuto la fine delle sanzioni occidentali, il ritorno sul mercato del petrolio del paese mediorientale dovrebbe tradursi già nel primo trimestre dell’anno in 300 mila barili al giorno in più per arrivare a circa 600.000 barili al giorno in più dall’Iran a metà anno. L’Iran sarà l’unico membro Opec ad alzare la produzione. 
Oggi il petrolio si muove in rialzo con Brent a +3% a quota 29,43 dollari al barile, mentre il Wti è a 30,73 dollari (+1,10%).