Petrolio, nel 2013 oltre 1 mln bpd in più dai Paesi non-Opec, complice la "shale devolution" Usa (analisti)

Inviato da Floriana Liuni il Mer, 12/12/2012 - 16:08
Uno dei fattori che influenzerà l'offerta di petrolio nel 2013 sarà la cosiddetta "shale revolution" statunitense. Lo sostengono gli analisti di IG Italia, che prevedono come l'anno prossimo sul mercato, da parte dei Paesi non-Opec saranno immessi 1,1 milioni di barili giornalieri di petrolio in più rispetto a quest'anno, per un totale di 60,3 milioni di barili contro i 59,2 del 2012. Gli Stati Uniti contribuiranno massicciamente all'offerta grazie all'esponenziale sviluppo dell'estrazione di olio di scisto (shale oil), un combustibile più leggero rispetto al petrolio tradizionale ricavato da formazioni rocciose fratturate con acqua, sabbia e agenti chimici. La procedura di estrazione dell'olio di scisto è molto costosa, ma diventa conveniente se il prezzo del petrolio resta sopra i 60 dollari al barile. L'immissione sul mercato di barili giornalieri, secondo IG, sarà l'anno prossimo di 1,2 milioni di petrolio in più, a 1,5 milioni di barili. Un rallentamento della produzione potrebbe però essere dovuto alla inadeguatezza - per ora - di infrastrutture (e di regolamenti) adatte all'estrazione e al trasporto di olio di scisto, segnale che la "rivoluzione" è giunta inaspettata. Si calcola che entro il 2020 gli Usa potranno diventare, anche grazie alla nuova fonte energetica, autosufficienti per il 65% del loro fabbisogno.
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