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Petrolio: massimi del 2016 per Wti e Brent, Putin pronto a limitare produzione

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Rally del petrolio che si porta sui massimi del 2016 dopo l’apertura della Russia nel sostenere gli sforzi per limitare la produzione di greggio. Apertura che ha messo le ali alle quotazioni dell’oro nero: il Wti mostra un progresso di oltre 3 punti percentuali a 51,45 dollari al barile, mentre il Brent avanza di circa il 3% in area 53,50 dollari al barile. Da oggi è in programma a Istanbul il World Energy Council, dove si terranno dialoghi informali tra Paesi Opec e non Opec.

L’apertura della Russia è arrivata direttamente dal presidente Vladimir Putin secondo cui il congelamento o il taglio della produzione rappresentano l’unico modo per sostenere la stabilità delle quotazioni. Putin ha poi aggiunto che Mosca è pronta ad unirsi agli sforzi degli altri Paesi. Parole che si uniscono a quelle di Khalid Al-Falih, il ministro saudita dell’Energia, secondo cui non è irrealistico che le quotazioni del greggio arrivino a 60 dollari al barile a fine anno.

L’Iraq non parteciperà alle riunioni in programma a Instanbul, anche se Baghdad nell’ultimo meeting di Algeri si era detta disoponibile a limitare la propria produzione di petrolio a 4,75-5 milioni di barili al giorno. Dichiarazioni che si scontrano però con quanto accaduto negli ultimi anni con Arabia Saudita, Iraq e Russia che hanno portato i loro livelli di produzione ai massimi di sempre.