Petrolio: le quotazioni si confermano toniche, riflettori puntati sullo stretto di Hormuz

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Le quotazioni del petrolio si confermano toniche nonostante il clima di avversione al rischio sui mercati. Il Wti, il riferimento statunitense, segna un calo frazionale (-0,2%) attestandosi a 102,9 dollari per barile mentre il Brent, il greggio benchmark per il Vecchio continente, mette a segno un rialzo dello 0,8% a 112,5 dollari. Lo spread tra i due benchmark si attesta quindi a 9,6 dollari, decisamente al di sotto rispetto ai quasi 28 dollari toccati a metà ottobre.

Nelle ultime sedute le quotazioni sono state sostenute dalle indicazioni migliori delle attese arrivate dal settore manifatturiero globale e dalle tensioni geopolitiche. Dopo la fine delle esercitazioni da parte della marina iraniana l’attenzione degli operatori è ora rivolta allo stretto di Hormuz, da cui passa il 40% circa del traffico petrolifero mondiale. Teheran ha minacciato di chiudere il passaggio se il Paese verrà colpito da nuove sanzioni destinate a ridurre l’export di greggio ed i commentatori stanno scommettendo sull’embargo petrolifero più volte prospettato dalle autorità europee.