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Petrolio: le notizie in arrivo dall’Iran sostengono il Brent

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Due velocità per le quotazioni del greggio. Il benchmark statunitense, il Wti, quota in calo dello 0,3% portandosi a 101,26 dollari mentre il riferimento europeo, il Brent, avanza dello 0,15% a 113,21. Il petrolio del Mare del Nord, che nelle ultime 5 sedute ha registrato un rialzo del 5,4%, beneficia delle interruzioni della produzione nigeriana e delle tensioni in arrivo dal fronte geopolitico. Nel primo caso il calo dell’output è attribuibile agli attacchi agli oleodotti da parte dei ribelli ed ad uno sciopero dei lavoratori del comparto oil.

Per quanto riguarda le tensioni in Medio Oriente, l’Iran ha minacciato di chiudere il passaggio dello stretto di Hormuz, da cui passa circa il 40% circa del traffico petrolifero mondiale, se il Paese verrà colpito da nuove sanzioni. Secondo gli analisti di Societe Generale una simile eventualità potrebbe spingere le quotazioni del Brent a 200 dollari il barile anche perché, secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg News, la costruzione dell’oleodotto che dovrebbe permettere al petrolio saudita di bypassare lo stretto di Hormuz sta registrando più difficoltà del previsto.