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Petrolio: future prova il rimbalzo dopo il tonfo di ieri. Focus sulle notizie in arrivo dalla Libia

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Torna il segno più sul future con consegna luglio sul Brent, in rialzo dello 0,64% a 48,69 dollari il barile. Nel corso della seduta il derivato si è spinto ai minimi da oltre un anno a 46,64 dollari in attesa del meeting dell’Opec, l’Organizzazione che rappresenta i Paesi esportatori.

Nel corso della riunione, in calendario il 25 maggio, il Cartello valuterà se prolungare i tagli alla produzione, -1,2 milioni per sei mesi, che a inizio marzo hanno permesso ai prezzi di spingersi in quota 60 dollari. Nell’ambito dell’accordo, anche Paesi non-Opec, con in primo piano la Russia, si sono impegnati a ridurre l’output (-600 mila).

Spinte ribassiste per i prezzi arrivano anche dalla Libia, dove l’allentamento delle tensioni sembrerebbe destinato a far crescere l’output del paese. “Una Libia unificata potrebbe far crescere di molto l’output, attualmente a 700 mila barili giornalieri”, ha detto James Williams di WTRG Economics. Per l’esperto, nella migliore delle ipotesi, la produzione libica “potrebbe salire fino a 1,5 milioni nel giro di pochi mesi”.