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Petrolio: Fugnoli, “i mercati pasticciano ma qui lo strabismo e’ massimo”

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“Con un occhio al passato prossimo, uno al presente e uno al futuro i mercati pasticciano e creano opportunità. Il problema dei mercati in questa fase è l’iperstimolazione. Arrivano dati macro di agosto molto buoni, mescolati con dati di settembre post-uragani prevalentemente brutti, con molta inflazione e pochi consumi. Per cercare di capire il futuro si scruta poi il petrolio, ma anche qui lo strabismo è massimo”. Inizia così Alessandro Fugnoli, capoeconomista di AbaxBank, la sua analisi sull’andamento dei mercati. Come non dare ragione all’esperto il mercato del petrolio vive in una situazione di notevole schizofrenia. “I danni irreversibili degli uragani sono stati minimi ma quelli temporanei sono stati notevoli, il doppio di quelli che l’anno scorso a quest’epoca causarono una discesa del 5 per cento dell’SP 500. Gli effetti dei danni si protrarranno fino a gennaio e si comporranno con una discesa veloce delle scorte, che rende il quadro molto vulnerabile”, sottolinea Fugnoli. Dunque cosa ci aspetta in un futuro vicino? “Anche nell’ipotesi che occorrano tre mesi per fare tornare la produzione del Golfo del Messico alla normalità, gli interventi verbali e un uso sapiente delle riserve possono mantenere il greggio molto vicino ai 60 dollari, con rialzi limitati e temporanei nel caso faccia particolarmente freddo”, risponde Fugnoli. Secondo l’esperto un prezzo tra 60 e 65 può tranquillizzare i consumatori e al tempo stesso indurli a rendere irreversibile almeno una parte dei risparmi energetici di queste ultime settimane. Con un unico neo: “alla fine ce la caveremo anche questa volta, con l’avvertenza che forse è l’ultima”.