Petrolio, il freddo riscalda le quotazioni

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Il trend rialzista che guida le quotazioni del petrolio Wti è ripreso negli ultimi giorni. A spingere l’oro nero vi sono diversi fattori, sia di carattere tecnico che fondamentale. Per quanto riguarda il primo aspetto, oltre al sostenimento della domanda da parte dei Paesi emergenti, vi sono altri elementi che spingono gli investitori ad andare long di greggio: i dati relativi alle scorte usa che mostrano un calo delle scorte, il clima freddo che sta colpendo alcune nazioni del Vecchio Continente e infine l’aspetto valutario. Da un punto di vista tecnico il Wti sembra seguire il Brent: le quotazioni del petrolio meno pregiato estratto principalmente nel Mare del Nord hanno già rotto al rialzo i top 2010. In base a questa indicazione dunque il West Texas Intermediate dovrebbe indirizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. La flag disegnata a livello tecnico tra il 13 e il 20 dicembre, che ha permesso una salutare pausa dopo il deciso rally che aveva caratterizzato le sedute tra i minimi del 23 novembre e i massimi del 7 dicembre, è stata rotta al rialzo il 20 dicembre. E’ stato così generato un nuovo segnale long che permette l’ingresso a 90 dollari al barile. Con uno stop precauzionale posto a 87,35 dollari, il primo target è posizionato all’altezza dei top 2010 a 93,87 dollari e il secondo a 97,90 dollari. Tale obiettivo è stato calcolato estendendo al rialzo il doppio minimo costruito a cavallo tra il 13 maggio e il 2 novembre.

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