Petrolio: l'escalation della tensione potrebbe spingere i prezzi a 125 dollari (analisti)

Inviato da Luca Fiore il Ven, 13/06/2014 - 16:26
Massimi da nove mesi per le quotazioni del greggio. Le tensioni in arrivo dall'Iraq, secondo produttore di greggio all'interno dell'Opec, spingono Brent e Wti a 114 e a 107,7 dollari il barile. Nonostante i disordini in Iraq abbiano finora riguardato esclusivamente le regioni settentrionali, il timore è che un'escalation della tensione possa contagiare anche gli impianti petroliferi nella parte meridionale del Paese.

"Finora, la produzione nelle regioni meridionali, che rappresentano il 90% del totale esportato, non è stata colpita dai disordini", si legge in una nota diffusa oggi da Commerzbank. Il pericolo è di un allargamento dei disordini perché "senza l'output petrolifero del Sud, l'offerta di mercato subirebbe un taglio di 2,5 milioni".

Michael McCarthy, chief strategist di Cmc Markets, stima che in caso di un attacco alla capitale i prezzi del Brent potrebbero salire fino a 125 dollari.


TAG:
COMMENTA LA NOTIZIA