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Petrolio: Eni, gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale. Rallenta la crescita della domanda

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A fronte di un’offerta che ha fatto segnare l’incremento più significativo degli ultimi 10 anni (+2,2%), nel 2014 la domanda di petrolio è cresciuta dello 0,7% (92,5 milioni di barili giornalieri, Mb/g), l’incremento più basso dal 2009. Questa la fotografia scattata dall’Eni nella 14a edizione della World Oil and Gas Review, la rassegna statistica mondiale su riserve, produzione e consumi di petrolio e gas.

L’incremento della produzione di greggio si è concentrato nei Paesi non OPEC. “Gli Stati Uniti hanno sorpassato l’Arabia Saudita e la Russia diventando il primo produttore di petrolio al mondo, con una crescita record (+15,4%) dovuta al petrolio non convenzionale”, si legge nel resoconto. Non solo gli States. Il Canada si è posizionato tra i primi quattro produttori mentre la Cina è scesa al quinto posto.

Nel 2014 la crescita della domanda globale di petrolio ha subito un rallentamento (+0,7%). “I paesi OCSE sono ritornati al calo strutturale (-1%), ma con situazioni diverse sui due lati del Bacino Atlantico: mentre gli USA continuano a crescere (+0,4%), i paesi europei perdono terreno con un altro anno di contrazione (-1,4%)”. Grazie a un +2,5% i paesi non OCSE hanno sorpassato quelli OCSE in termini di consumi petroliferi trainati dal +3% messo a segno dalla Cina (+5,9% medio annuo nel 2000-14).

La produzione mondiale di gas è rimasta sostanzialmente stabile, con gli USA che confermano la loro posizione di primi produttori per il terzo anno consecutivo, grazie allo shale gas. In Russia, il secondo produttore mondiale di gas, la produzione è scesa del 6,1%, riflettendo sia il calo della domanda interna sia la contrazione delle esportazioni. “La crisi economica, i bassi prezzi del petrolio e le sanzioni internazionali influenzano il settore energetico, nonostante il programma anticrisi dello Stato”, rileva il cane a sei zampe.

Dal fronte consumi, le richieste di gas nel 2014 hanno evidenziato un calo dello 0,4% (che si confronta con il +2,4% medio annuo del 2000-14). “Il clima mite e l’economia debole hanno portato a una contrazione della domanda di gas in Europa e in Russia” mentre la vasta disponibilità di gas nazionale e i prezzi bassi “hanno spinto la crescita dei consumi negli Stati Uniti, che si confermano come il più grande consumatore di gas al mondo”.

“Nel 2014 si è registrata una lieve crescita delle riserve di petrolio e di gas, con gli Stati Uniti che hanno evidenziato la variazione maggiore, grazie allo sfruttamento del petrolio non convenzionale (tight oil)”. “Il paese -continua il resoconto- è entrato per la prima volta tra i primi 10 detentori di riserve di petrolio e continua a progredire nella classifica dei detentori di riserve di gas”. Infine, per quanto riguarda il settore della raffinazione, negli ultimi quattro anni la capacità di raffinazione mondiale è cresciuta di 4 Mb/g: l’Asia, e in particolare la Cina, ha guidato la crescita aggiungendo più di 3 Mb/g, mentre nell’area OCSE solo il Nord America ha investito in nuova capacità grazie alla maggiore disponibilità di risorse non convenzionali.