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Petrolio: il DoE adotta il Brent come benchmark di riferimento

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L’Energy Information Administration si converte al Brent. L’Agenzia del Dipartimento dell’Energia statunitense (DoE, Department of Energy) ha annunciato che d’ora in poi nel report annuo non utilizzerà più il riferimento statunitense, il West Texas Intermediate, a scapito del Brent.

La decisione è stata attribuita al fatto che attualmente i prezzi retail dei carburanti tendono a essere influenzati più dal petrolio del Mare del Nord che da quello locale. “Il cambio è stato deciso per rispecchiare al meglio il prezzo che le raffinerie pagano per il greggio importato e tiene conto dello spread tra i prezzi del Wti e quelli dei benchmark scambiati su scala globale, come il Brent”.

Dalla fine del 2010 le quotazioni del Wti sono risultate inferiori a quelle del Brent alla luce dei forti incrementi dell’output registrati in Canada e Stati Uniti. Nonostante questo, l’Eia stima che lo spread tra le due qualità, pari a 21 dollari, scenderà a 9 dollari nel 2013 e nel 2014. In questo momento al Nymex un barile di greggio con consegna gennaio quota 86,16 dollari (-0,13%) mentre all’Ice il riferimento del Vecchio continente sale a 107,18 dollari (+0,14%).