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Petrolio: contratti rialzisti ai massimi da giugno

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Il Brent si conferma positivo e passa di mano a 33,65 dollari il barile, lo 0,87% in più rispetto al dato precedente. Venerdì scorso il benchmark globale ha messo a segno un +10,98% e il Wti, il petrolio statunitense, è cresciuto del 12,32%. Per quanto riguarda il greggio made in Usa, nella settimana al 9 febbraio le posizioni rialziste detenute dagli speculatori sono salite ai massimi da giugno a 302.384 unità.

Indicazioni rialziste venerdì scorso sono arrivate anche dai dati settimanali sull’andamento delle trivellazioni elaborati da Baker Hughes. Secondo la società, il numero di trivellazioni di petrolio nell’ultima settimana ha fatto segnare l’ottava calo consecutivo scendendo di 28 a 439 unità, il livello minore dal gennaio del 2010. Un tempo guardati con distrazione, questi aggiornamenti negli ultimi mesi sono diventati particolarmente importanti per monitorare lo stato di salute dell’industria petrolifera a stelle e strisce.