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Petrolio: Citigroup, Iran sotto i riflettori

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Per capire fino a dove si spingerà il prezzo del petrolio bisogna tenere d’occhio l’Iran. Parola degli analisti di Citigroup. “Questo Paese rimane la variabile chiave perché i prezzi del greggio si rafforzino oltre i 70 dollari a barile”, scrivono gli esperti in un report uscito oggi e raccolto da Finanza.com. Gli analisti si dicono infatti colpiti dalle dichiarazioni di Ali Ansari, esperto iraniano del Royal Institute for International Affairs di Londra, sullo stato attuale dell’economia politica e sull’internazionale diplomazia in Iran. “L’opzione militare è stata già presa in considerazione, non se ne parla apertamente perché sarebbe molto impopolare. Sicuramente si stanno considerando attacchi aerei. Non credo che si opti per un’invasione”, ha detto recentemente Ansari, aggiungendo che però non ci sarebbe alcun sostegno internazionale per gli attacchi aerei. Ad ogni modo riprendono gli analisti di Citigroup “sotto la facciata sembra che l’attuale governo iraniano debba ancora indirizzare le grandi domande sull’economia che erano un punto centrale della campagna politica e il movimento di riforma non è terminato”. Secondo gli esperti in particolare l’attuale stato di crisi è probabile che serva a distogliere l’elettorato iraniano dalle cadute economiche, che forniscono una piattaforma forte per il populismo. Quindi “dato lo stato attuale dei rapporti diplomatici”, concludono a Citigroup, “è improbabile che l’Iran smetta di dare sostegno ai prezzi nel corso del 2006”.