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Petrolio: Centrosim, obiettivo 60 dollari a portata di mano

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A livello macroeconomico, l’attenzione della comunità finanziaria è da un po’ di mesi a questa parte focalizzata sull’impennata delle quotazioni del petrolio. Soltanto ieri, al mercato londinese, il Brent ha raggiunto il record storico di 51,90 dollari al barile, mentre a New York il Wti si è spinto fino a testare quota 55,67 dollari al barile. SpyStocks ha interpellato Marco Ricci, responsabile della divisione di ricerca macroeconomica di Centrosim. “L’offerta di greggio al momento è vicina ai limiti della capacità produttiva”, esordisce Ricci, che tuttavia non crea allarmismi e fa subito sapere che nel lungo periodo non pensa ci possano essere problemi legati a una scarsità di petrolio. “Ora che i prezzi dell’oro nero sono così elevati”, prosegue Ricci “le imprese del settore hanno cominciato a investire, ma dovrà passare un po’ di tempo prima che tali investimenti possano tramutarsi concretamente in estrazioni petrolifere. Per questo ritengo che il 2004-2005 sia un periodo critico, con le annesse spinte al rialzo sui prezzi del greggio. Dopo questo periodo però la situazione dovrebbe assestarsi e le quotazioni dell’oro nero dovrebbero scendere anche in maniera rilevante”. Ricci punta anche il dito contro la domanda della Cina, tra i principali imputati per il recente rally del petrolio. “La Cina dovrebbe tuttavia ridurre la propria domanda nel giro di un anno”, pronostica Ricci, che conclude vedendo come plausibile uno sprint delle quotazioni del petrolio sino a raggiungere a New York i 60 dollari al barile. “Credo che ciò possa avvenire nel breve termine, tra una settimana o un mese, proprio a causa delle tensioni attualmente in atto all’interno del mercato, ma sicuramente non tra un anno”, conclude il responsabile della divisione di ricerca macroeconomica di Centrosim.