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Petrolio: Bsi vede un’estate calda per le quotazioni dell’oil

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Il petrolio è tornato a fare la voce grossa riassestandosi sopra i 70 dollari al barile e ritornando quindi sui livelli di 10 mesi fa. Un punto sulla situazione dell’Oro Nero lo ha fatto oggi Antonio Liguori di Bsi che ritiene che a farla da padrona sia la forte domanda e non l’offerta. Il ritorno in alto delle quotazioni del petrolio era nell’ordine delle cose secondo l’esperto di Bsi visto che fattori a sostegno del prezzo sussistono ancora, sia dal punto di vista fondamentale (forte domanda, in particolare dalle economie asiatiche) sia da quello di breve termine, come, ad esempio, la domanda speculativa, l’avvicinarsi della driving season negli Usa e a tensioni di natura geo-politica tutt’altro che risolte. “A ciò si aggiungono dichiarazioni recenti dell’Opec (che si riunirà nuovamente a settembre) – si legge nella weekly strategy di Bsi – sull’eventualità di interrompere ogni ulteriore investimento futuro a fronte della crescita del mercato dei bio-combustibili. Inoltre vi sono anche problemi sul fronte della raffinazione del greggio – basti pensare al recente forte rialzo nel prezzo dei carburanti negli Usa”. “Riteniamo comunque – prosegue nel suo ragionamento Liguori – che il prezzo del greggio sia determinato più dalla domanda che non dalla volontà politica (ergo, offerta) dell’Opec, il cui peso sull’output mondiale è gradualmente sceso nel corso dei decenni”. Nel corso dell’estate, prevedono da Bsi, il prezzo del petrolio potrebbe potenzialmente correre ancora al rialzo, “per poi scendere verso valori più sostenibili nell’ultima parte dell’anno e i primi mesi del 2008 (in concomitanza di un rallentamento nella crescita economica globale e, quindi, della domanda transattiva di petrolio)”.