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Petrolio: brent sopra i 100 dollari al barile nei prossimi mesi

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L’andamento dei prezzi del petrolio di recente ha registrato un rimbalzo significativo dai minimi di giugno. Secondo Damien Grulier, analista commodities di Exane Derivatives, ciò è dovuto tanto all’andamento della domanda e dell’offerta quanto da fattori geopolitici, in particolare dalle tensioni tra Iran e Israele, e da fattori di mercato, come la riduzione della produzione da parte dell’Opec, senza rimpiazzare il petrolio iraniano ritirato dal mercato. “Oggi – commenta l’analista – la capacità produttiva in eccesso a livello mondiale è di 2 milioni di barili al giorno, proveniente esclusivamente dai paesi dell’OPEC, un livello storicamente basso (prima del 2010, la produzione era circa di 4/5 milioni di barili al giorno). Le scorte dei paesi OCSE sono in calo, al di sotto delle media degli ultimi 5 anni, una situazione che mantiene la pressione sui mercati”. Secondo Grulier, tali fattori potrebbero mantenere il brent sopra i 100 dollari al barile: durante i prossimi mesi, il petrolio dovrebbe mantenersi all’interno del range di prezzo che lo caratterizza da inizio 2011, cioé 90/125 dollari. “Questo livello di prezzi – dice la nota di Damien Grulier – conviene ai paesi dell’OPEC e non costituisce una minaccia per l’economia mondiale. Tuttavia, l’upside è limitato (eccetto in caso di conflitto in Medioriente) a causa della debolezza della crescita economica mondiale e dei rischi legati a un prezzo del petrolio troppo elevato nei paesi sviluppati”.