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Petrolio: i battibecchi tra Arabia Saudita e Iran non cancelleranno i cali del Brent

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E’ improbabile che le recenti tensioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran possano sostenere un aumento dei prezzi del petrolio. È l’opinione di Nicolas Robin, gestore specializzato sulle commodities di Columbia Threadneedle Investments.

Secondo l’esperto ora che i due Paesi hanno tagliato i legami diplomatici, è improbabile che possano lavorare insieme per apportare tagli alla produzione Opec. Inoltre, questa più recente tensione tra i due alimenta ulteriormente i conflitti in Yemen, Siria, Iraq e Libia. Il contesto del prezzo del petrolio basso sta mettendo significativamente a dura prova sia le compagnie petrolifere indipendenti che i paesi produttori.
Negli Stati Uniti, i prossimi trimestri saranno cruciali per molti dei suoi protagonisti legati al gas di scisto, mentre alcuni dei paesi produttori di petrolio più deboli probabilmente continueranno a lottare e ad affrontare tensioni sociali poichè i bassi guadagni legati al petrolio forzano i goveri a ridurre le sovvenzioni alle loro economie nazionali.

Columbia Threadneedle Investments crede che ciò che finirà per riportare i prezzi al di sopra di 60 dollari per barile sarà la combinazione di pressioni finanziarie che costringeranno a ridurre gli investimenti delle società (e l’uscita in futuro), la minaccia della stabilità sociale dei paesi produttori e una maggiore domanda di petrolio a questi bassi livelli.