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Petrolio: l’Arabia Saudita pronta ad un taglio congiunto dell’output, l’Iran non ci sta

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Tornano a crescere le quotazioni del greggio. Sceso di quasi tre dollari nelle ultime 4 sedute, il future con consegna gennaio sul Brent al momento segna un incremento di 0,9 dollari portandosi a 43,39 dollari il barile. In vista del meeting del cartello in calendario per domani, la spinta rialzista è dovuta all’indiscrezione secondo cui l’Arabia Saudita avrebbe accettato di ridurre l’output a partire dal 2016 (si parla di -1 milione di barili giornalieri) a patto che anche gli altri membri taglino la produzione. Non è di questo avviso l’Iran che dopo la fine delle sanzioni punta a far ripartire l’industria petrolifera. “Non se ne parla nemmeno”, ha detto da Vienna il Ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh. “Ci attendiamo che la riunione dell’Opec di questa settimana sia un non-evento destinato a confermare l’attuale assetto del mercato”, si legge in una nota di Barclays.