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Petrolio: ancora tempi duri. L’Iea prevede una contrazione della domanda

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I timidi segnali di stabilizzazione e gli accenni di recupero delle quotazioni del petrolio non trovano supporto nelle nuove stime rilasciate dall’International energy agency (Iea). L’Oil market report di febbraio stima una domanda in contrazione nel 2016
L’inversione di tendenza è ancora una chimera per i prezzi del petrolio. Il rimbalzo delle quotazioni dopo i minimi segnati lo scorso 20 gennaio potrebbe esaurirsi presto. L’Oil market report di febbraio pubblicato dall’International energy agency (Iea) lascia poche speranze. C’è ancora oro nero in abbondanza sui mercati e la domanda non solo non riesce a tenere il passo ma addirittura è destinata a contrarsi. “Dopo aver raggiunto un picco a 1,6 milioni di barili al giorno nel 2015 – si legge nel report – stimiamo un arretramento considerevole nel 2016 a 1,2 milioni al giorno”. La causa? La frenata delle tre maggiori economie mondiali: Europa, Stati Uniti e Cina. Benzina sul fuoco ribassista che brucia capitalizzazione sui mercati azionari da inizio anno. 
Allo stesso tempo l’Iea ritiene esagerate le previsioni di alcuni analisti che vedono il prezzo del petrolio a 10 dollari al barile ma “prima di dichiarare vittoria sulle forze ribassiste dobbiamo guardare ai principali fattori di ottimismo”. Quei fattori che hanno sostenuto la “falsa primavera” di fine gennaio: “la speculazione su un accordo tra l’Opec e i principali produttori non-Opec per ridurre la produzione appare niente più che quello che è, una speculazione”. Secondo le rilevazioni dell’Iea a gennaio la produzione dell’Organizzazione dei Paesi produttori è cresciuta di 280mila barili al giorno raggiungendo quota 32,63 milioni di barili. Con il ritorno dell’Iran e Arabia Saudita e Iraq che mantengono i loro livelli produttivi, la produzione Opec ha superato di 1,7 milioni di barili al giorno quella di gennaio 2015. 
 Si sono ridotte, invece, le forniture non-Opec. Il calo dovrebbe continuare nel 2016. Il bilancio complessivo per gennaio ha visto una riduzione di 200.000 barili al giorno a 96,5 milioni di barili. 
Cattive notizie anche dal fonte scorte, cresciute nei Paesi Ocse nonostante la stagione invernale. Le riserve hanno superato i 3 miliardi di barili a fine dicembre, 350 milioni so