Petrolio ancora in ribasso, in attesa dei dati sulle scorte

Inviato da Manuela Marino il Mer, 01/11/2006 - 15:25
Le quotazioni del greggio non superano quota 59 dollari al barile in attesa dei dati dell'ultima settimana sulle scorte Usa. I dati Eia, attesi nel pomeriggio, dovrebbero sottolineare un aumento delle scorte di greggio di 2,7 milioni di barili. Il calo delle quotazioni del petrolio, ormai lontano dalle vette raggiunte quest'estate, ha avuto ripercussioni positive sul tasso di inflazione degli ultimi 16 mesi, sceso all'1,8% dal 2,1%. Una flessione, questa, che non si registrava da oltre dieci anni. Il calo del greggio si è fatto sentire su alcune voci fondamentali della spesa degli italiani. Innanzitutto sui carburanti: i prezzi della benzina sono diminuiti del 5,2% rispetto a settembre e del 7,5% rispetto a ottobre 2005; quelli del gasolio del 5,3% rispetto a settembre e del 7,1% rispetto ad ottobre dell'anno scorso. La frenata del greggio è ancor più evidente nell'andamento dei prezzi del comparto energetico. Infatti, di fronte al flesso del brent, l'Istat ha registrato un calo del 2%, rispetto al mese di settembre, mentre su base annua l'aumento è stato dell'1,4%, percentuale contenuta rispetto alle cifre che per mesi hanno spinto l'inflazione al rialzo. Positivi oggi a Piazza Affari i principali titoli petroliferi, che sembrano non risentire particolarmente della flessione del greggio. Eni a 23,66 euro, guadagna lo 0,13% e la sua controllata Saipem prosegue positivamente sulla stessa scia a quota 18,56 con una variazione positiva dello 0,46%. Bene anche Saras a 4,125 (+1,03%) e Tenaris 15,31 (+0,72%).
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