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Petrolio: accordo condizionato tra Arabia, Russia, Venezuela e Qatar per congelare la produzione

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Nessun taglio, ma piuttosto un congelamento delle forniture di greggio ai livelli di gennaio. Sarebbe questa la decisione presa tra Arabia Saudita, Russia, i due principali produttori mondiali, e Venezuela e Qatar per cercare di frenare la discesa del petrolio e sostenere le quotazioni. 
L’incontro a sorpresa, avvenuto questa mattina a Doha, in Qatar, tra il ministro russo, arabo e gli esponenti del Qatar e del Venezuela, si sarebbe concluso poco fa con un accordo per bloccare la produzione ai livelli di gennaio, ritenuti “adeguati”. Secondo alcune indiscrezioni, l’accordo è comunque condizionato alla partecipazione degli altri principali produttori Opec e non. Domani il ministro petrolifero venezuelano dovrebbe recarsi a Teheran per incontrare i relativi ministri dell’Iran e dell’Iraq. L’Iraq sta producendo a livelli record, mentre l’Iran ha intenzione di aumentare l’output di molto nel 2016 dopo la rimozione delle sanzioni. 
Questa mattina, nell’attesa dell’incontro il petrolio era schizzato in avanti, con il Wti che ha registrato un rialzo di oltre il 5%, mentre il Brent è balzato sui massimi dell’anno sopra i 35 dollari al barile. In scia all’accordo, l’oro nero ha azzerato i guadagni iniziali. “La reazione del mercato – sottolineano gli analisti di Mps Capital Services – è stata quella di un “sell on news” sul petrolio, con gli operatori che forse si aspettavano qualcosa in più. Le quotazioni sono comunque ancora in rialzo rispetto a ieri”. Gli esperti di Mps suggeriscono di seguire ulteriori notizie in arrivo da Iraq e Iran, due elementi chiave in questo settore. “Qualora soprattutto dall’Iran giungessero segnali di apertura, si potrebbe assistere ad un proseguimento del rialzo del petrolio – concludono da Mps Capital Services – Viceversa, una chiusura decisa, potrebbe dar luogo a vendite più marcate”.