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Petroliferi e immobiliari appesantiscono Piazza Affari

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L’attenzione della comunità finanziaria è stata catturata sin dalle prime battute dalla presentazione del piano industriale 2005-2008 di Unicredit (-3,20% a 5,955 euro). L’istituto di Piazza Cordusio ha previsto per il triennio un utile per azione in crescità del 27% per anno, confermando così la stima di un Eps pari a 0,56 euro per il 2007. Alla base di simili dati la maggiore redditività dell’attivo e l’espansione geografica del gruppo. Espansione che, secondo quanto dichiarato da Alessandro Profumo, potrebbe non fermarsi alla recente acquisizione della tedesca Hvb: ” In Europa occidentale ci sono molti Paesi interessanti” e “l’Italia é in Europa occidentale – ha detto l’ad aggiungendo inoltre che “stiamo analizzando diverse cose in Europa orientale, ma non ci sono opportunità di grandi acquisizioni”. Un altro tema caldo della giornata è stato l’ufficializzazione dell’annunciata Opa di Eurizon sull’intero capitale di Fideuram. La sub holding del San Paolo Imi ha offerto 5 euro per azione, con un premio del 10% sull’ultimo prezzo di venerdì scorso (4,546 euro). E il titolo dell’istituto romano ha così inaugurato il cammino verso il delisting con un balzo dell’8,89% a 4,95 euro. Profondo rosso invece per i petroliferi, tra i più danneggiati dalle tensioni internazionali, con Eni (-1,29% a 22,99 euro), Tenaris (-4,05% a 15,18 euro) e Saipem (-2,47% a 17,44 euro) a contribuire pesantemente al passivo dell’S&P/Mib. In particolare, Saipem non è stata capace di trarre beneficio dalla nuova commessa da 530 milioni di dollari per l’impiego dei mezzi navali di perforazione Scarabeo 7 e Scarabeo 3. Male anche gli assicurativi, con prese di profitto sul Alleanza (-1,26% a 9,025 euro), nei giorni scorsi protagonista di positive performance. In controtendenza invece Cattolica Assicurazioni (+4,54% a 43,49 euro), nonostante le smentita da parte della Popolare di Verona e Novara (-1,05% a 20,80 euro) alle indiscrezioni di stampa che vorrebbero le due società divise solo da un tira e molla sulle contropartite dell’eventuale fusione. Da rilevare infine il nervosismo degli operatori sui titoli immobiliari, i più importanti dei quali, come Risanamento (-8,18% a 5,60 euro), Aedes (-12% a 4,62 euro), Pirelli Re (-10,98% a 46,70 euro) e Beni Stabili (-10,57% a 0,7485 euro), hanno chiuso con pesanti perdite dopo essere stati anche sospesi per eccesso di ribasso.