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Peters (M&G Investments): i rischi dell’incertezza politica nell’Eurozona

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Di seguito pubblichiamo un commento di Markus Peters di M&G Investments. L’economista si interroga sui rischi dell’incertezza politica nell’Eurozona dopo gli ultimi avvenimenti in Olanda, le elezioni francesi e quelle in calendario in Grecia e il rischio di elezioni anticipate in Germania.

Le prossime tre settimane segneranno momenti di incertezza politica nell’Eurozona. Assisteremo all’elezione di François Hollande a nuovo presidente francese, alla prima coalizione multi partitica in Grecia, così come ad alcuni seri dibattiti sulle prossime elezioni generali in Germania. Un referendum irlandese sul trattato fiscale dell’Eurozona – e quindi sul ruolo dell’Irlanda nell’Eurozona – seguirà poco dopo, ma potrebbe non tenersi il 31 maggio come discusso in origine. La partecipazione elettorale per le elezioni in Francia, Grecia e Germania potrebbe essere tanto incerta quanto incerto è l’impatto che questi eventi avranno sui mercati e sulla futura direzione delle politiche dell’Eurozona.

Un’elezione di François Hollande nel secondo round delle presidenziali francesi del 6 magggio scuoterebbe sicuramente l’attuale leadership conservatrice all’interno dell’Eurozona. Hollande potrebbe ambire a rinegoziare il fiscal compact, inoltre è un sostenitore degli Eurobond, un’opzione finora scartata dal governo di centro destra..L’elezione di Hollande potrebbe anche risultare in una più dura regolamentazione del sistema finanziario francese. Per quanto riguarda la Grecia i due principali partiti che hanno sostenuto il salvataggio della Grecia stanno recuperando consensi, ma sono ben lontani da una maggioranza assoluta. Al momento un governo di coalizione sembra essere l’unica opzione per formare un governo: o una grande coalizione tra i due maggiori partiti se aumentassero la loro percentuale di voto, o una coalizione multi partito.

Date le recentitensioni, è in dubbio per quanto ancora il PASOK e il New democracy saranno capaci di formare un governo stabile. Ogni altra coalizione potrebbeportare a misure populiste che diminuirebbero l’impegno all’austerità e ridefinirebbero il futuro ruolo della Grecia dentro o fuori l’Eurozona. In Germania il Partito Liberal Democratico è di fronte a una seria minaccia. Dal 2009 il partito non ha raggiunto la soglia del 5% nelle elezioni federali di sei Stati.I sondaggi suggeriscono che il partito non riuscirà a entrare nel parlamento dello Schlewig Holstein e nella regione del Nord Reno-Westfalia, lo stato più popolato. Le elezioni in questi stati federali ci saranno il 6 e 13 maggio, rispettivamente. Se questo dovesse avvenire, l’attuale governo subirebbe forti pressioni per indire elezioni anticipate, in quanto la sua legittimazione democratica è già stata messa in dubbio dopo i recenti fallimenti elettorali.
Come tutti questi avvenimenti potrebbero combinarsi insieme? Possiamo fare alcune ipotesi:

– Se l’impegno all’austerità diminuisse sia nei Paesi core (Francia?) e periferia (Grecia?) o anche solo su un fronte, potremo assistere a una maggiore divisione politica all’interno dell’Eurozona. Sarà interessante vedere come la Germania, cane da guardia dell’austerity, reagirebbe a uno sviluppo di questo tipo. Un minore supporto al fiscal compact potrebbe portare a una revisione dei rating sovrani da parte delle agenzie di rating. Una lezione imparata dal downgrade di S&P degli Stati Uniti e i ripetuti downgrade dei Paesi dell’Eurozona è che le agenzie di rating sono diventate molto più sensibili alle decisioni politiche e alla capacità di incoraggiare e rafforzare la disciplina fiscale.

– Se gli investitori assumono che molta della retorica elettorale si traduce nelle politiche, potrebbero iniziare a scontare per la probabilità di futuri cambiamenti regolatori e misure politiche, quali regole unilaterali più dure per il sistema finanziario di un Paese o l’ammorbidimento della disciplina fiscale o di ogni declassamento del rating collegato.
– Se ci saranno elezioni anticipate in Germania e un cambio di governo in Francia ci potrebbe essere un vuoto di leadership all’interno dell’Eurozona in un momento in cui siamo ancora nel mezzo di una crisi del debito sovrano. Ci potrebbe essere una tendenza ad accontentare l’elettorato, mentre il neo eletto presidente francese potrebbe aver bisogno di tempo per stabilire se stesso nel ruolo di leader conservatore in Europa. L’impatto di un vuoto indotto di leadership franco-tedesca non dovrebbe essere sottovalutato in un momento in cui i mercati iniziano a diventare nuovamente nervosi.