Peregrine Financial: frode da 200 milioni di dollari, chiesta bancarotta dopo tentato suicidio del Ceo

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Si tinge di nero la cronaca del fallimento di Peregrine Financial, il broker di futures americano che ha chiesto la liquidazione per bancarotta (Chapter 7) dopo il tentato suicidio del Ceo Russel Wasendorf Sr. Dietro il fallimento della società ci sarebbe una frode da 200 milioni di dollari, scoperta il 10 luglio dopo un controllo che ha rivelato un grosso buco nei conti dei clienti (risalente almeno all’inizio del 2010), più false dichiarazioni della società che avrebbe certificato la presenza di oltre 220 milioni di dollari in un conto clienti che ne conteneva solo poco più di 5 milioni.
Nel documento di richiesta di bancarotta si legge che la società avrebbe perdite fino a 500 milioni di dollari su asset dai 500 milioni al miliardo di dollari, e dai 10 mila ai 25 mila creditori.
Il giorno precedente alla scoperta della frode – il 9 luglio – Wasendorf Sr era stato trovato in fin di vita dopo aver tentato il suicidio. Il 3 luglio il Ceo di Peregrine aveva investito suo figlio, Russell Wasendorf Jr, di pieni poteri per agire al suo posto in caso di impossibilità. E’ stato Wasendorf jr a firmare la richiesta di Chapter 7. Il padre si trova in coma in un ospedale dell’Iowa.

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