Pensioni, la riforma Fornero dimezza gli assegni nei primi sei mesi del 2012

Inviato da Redazione il Mer, 08/08/2012 - 15:48
Drastico crollo delle pensioni e aumento dell'età media di coloro che si ritirano dal lavoro nel primo semestre 2012. Lo ha rilevato l'Inps, che ha registrato un dimezzamento (-47%) anno su anno dei nuovi assegni nei primi sei mesi del 2012 a seguito della riforma Fornero, che ha unito lo scalino per la pensione di anzianità scattato nel 2011 e le finestre mobili di 12 e 18 mesi di attesa per i lavoratori dipendenti e autonomi rispettivamente. Il calo è stato significativo sia per i trattamenti di vecchiaia (-51,09%), sia per quelli di anzianità (-43,12%).
Sale anche l'età media del pensionamento, aumentata da 60,4 a 61,3 anni nel 2012 rispetto all'anno precedente, non lontano dalla media della Germania (61,7 anni).
L'ultimo rapporto Inps ha anche rilevato che la spesa per le pensioni è schizzata del 37,4% negli ultimi dieci anni, passando dai 133,1 miliardi del 2002 (10,3% del Pil) ai 182,9 del 2011 (11,6% del Pil). Il ritmo di crescita è però rallentato; basti pensare che nel 2003 tale tasso era al 6,4%, per scendere al 2,5% nel 2011.
La maggior parte della spesa è stata assorbita dagli assegni previdenziali, in aumento del 41,6% passando da 120,4 a 170,5 miliardi (+50 miliardi), con una crescita rispetto al Pil pari a 1,5 punti percentuali, da 9,3% a 10,8%.
Sale anche la spesa per assegni sociali e vitalizi, da 3,2 miliardi del 2002 a 4,2 dello scorso anno, + 31,5%, come anche aumentano del 35,4% i pensionamenti anticipati: da 1,2 miliardi a 1,6 miliardi.
Se la spesa cresce, il numero dei pensionati scende. Dal rapporto Inps emerge infatti che i lavoratori dipendenti andati in pensione di vecchiaia sono diminuiti del 36,6%, mentre i lavoratori autonomi sono calati del 35,1%.
Solo un -19,2% invece per i lavoratori dipendenti in pensione di anzianità, mentre i lavoratori autonomi affacciatisi alla vita da pensionato sono calati del 38,2%.
Infine, il numero di lavoratori dipendenti andati in pensione con il sistema misto (vecchiaia e anzianità) è sceso del 26,9% mentre gli autonomi sono diminuiti del 36,5%.
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