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Pensioni: per i professionisti da settembre la riforma delle casse previdenziali

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Cambiamenti in arrivo per le casse previdenziali legate alle professioni: a settembre si riuniranno i consigli di amministrazione delle casse di avvocati, ingegneri e architetti, veterinari, ragionieri e consulenti del lavoro, che dovranno discutere degli adeguamenti introdotti dalla riforma Fornero, ovvero del passaggio autonomo dal sistema retributivo al contributivo onde evitare un passaggio “coatto” imposto dal governo. I piani delle singole casse saranno presentati entro il 30 settembre ai ministeri dell’economia, del welfare e della giustizia.
In linea di massima, quel che accadrà è che aumenteranno i versamenti previdenziali, mentre dall’altro i tempi per andare in pensione si allungheranno, con l’obbiettivo di raggiungere la sostenibilità di bilancio a 50 anni, senza la quale il passaggio al metodo contributivo diventa automatico con prelievo di solidarietà dell’1% ai pensionati per due anni.
La cassa previdenziale degli avvocati dovrebbe approvare un aumento della contribuzione a carico del singolo professionista fino al 14-15% nel 2013 e l’anticipazione dell’aumento della contribuzione integrativa che verrà inserita nella parcella.
La cassa degli ingegneri e architetti ha annunciato il passaggio tout court al sistema contributivo.
L’Enpav, ente previdenziale dei veterinari, correggerà l’entità dei versamenti, ma l’entrata in vigopre è prevista tra circa 15 anni. La cassa dei ragionieri è invece pronta ad innalzare l’età pensionabile a 68 anni e l’aliquota contributiva al 15%. Infine, gli iscritti alla cassa dei consulenti del lavoro, oltre ad andare in pensione a 68 anni, passeranno al sistema contributivo alzando l’aliquota contributiva al 4%.
Già da luglio invece i notai si sono visti aumentare l’aliquota contributiva dal 33 al 40% mentre per i giornalisti non dovrebbero esserci variazioni. Biologi e psicologi hanno una cassa previdenziale nata dopo il 1996 con bilanci sostenibili, ma dovranno specificare che, a fronte di un’aliquota contributiva bassa, la pensione sperabile sarà altrettanto bassa.