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Pensioni, Ocse: Italia, precari di oggi a rischio povertà in vecchiaia

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L’aumento dell’età pensionabile sarà un fattore determinante per la riduzione della spesa pensionistica in Italia, ma l’adeguatezza dei redditi pensionistici può essere una sfida per le generazioni future. E’ questo l’allarme lanciato dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, e contenuto nello studio “Pensions at a Glance”. “L’adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le future generazioni di pensionati” scrive l’Ocse nel rapporto sulle pensioni aggiungendo che “i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti saranno più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia”. Con una spesa pubblica per pensioni di vecchiaia e superstiti pari a 15,4% del reddito nazionale (rispetto a una media Ocse del 7,8%), l’Italia aveva nel 2009 il sistema pensionistico più costoso di tutti i Paesi dell’Ocse, scrive l’organizzazione parigina, rimarcando che “questa situazione è principalmente un’eredità del passato”. Con la riforma globale del sistema pensionistico adottata nel dicembre 2011, l’Italia ha realizzato un passo importante per garantirne la sostenibilità finanziaria.