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Pensioni, da lunedi allo studio emendamenti per esodati e lavoratori precoci

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Terminano oggi i lavori della commissione che si occupa di stilare gli emendamenti al decreto Milleproroghe. Tra le proposte, quella che salva i pensionati “esodati” e il “lavoratori precoci”, che rischiavano di essere particolarmente colpiti dalla nuova manovra Monti.
Gli esodati sono quei lavoratori licenziatisi volontariamente e dietro incentivo economico da aziende in crisi, con la prospettiva di poter andare in pensione entro due anni. Con le nuove norme, queste persone sarebbero costrette a svolgere un’attività fino all’età pensionabile, ma non avrebbero più il loro lavoro nè una fonte di reddito. Se l’emendamento dovesse passare, gli “esodati” potrebbero accedere al trattamento pensionistico a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, e che il pensionato al momento della fine del rapporto di lavoro abbia i requisiti anagrafici e contributivi che avrebbero dato diritto alla pensione entro i due anni.
Per evitare invece che coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani si vedano negare il diritto di andare in pensione con 42 anni e un mese di anzianità, anche senza aver compiuto i 62 anni, un secondo emendamento prevede che non ci siano riduzioni dell’importo della pensione per queste persone.
Gli emendamenti verranno esaminati a partire da lunedi prossimo.