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Pensioni: il 41,3% è sotto i mille euro, assegno doppio per un pensionato su tre

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Spesa per pensioni in lieve aumento in Italia nel 2013 con il totale degli assegni pensionistici che equivale al 16,85% del Pil, in aumento dello 0,22% rispetto al 2012 complice anche la contrazione dell’economia italiana nel corso dello scorso anno. Dalla rilevazione annuale sui trattamenti pensionistici e sui loro beneficiari condotta dall’Istat e dall’Inps emerge come il 41,3% delle pensioni risulta inferiore ai mille euro. Spicca poi il calo dei singoli titoli di prestazioni pensionistiche (-1,2%), con però un terzo degli italiani che percepisce più di una pensione. 

Aumenta la spesa per pensioni, quasi 25% pensionati ha meno di 65 anni 
Nel 2013 il sistema pensionistico italiano ha erogato 23,3 milioni di prestazioni, per un ammontare complessivo pari a 272.746 milioni di euro; il valore corrisponde al 16,85% del prodotto interno lordo e a un importo medio per prestazione pari a 11.695 euro. Rispetto al 2012, la spesa complessiva per pensioni è aumentata dello 0,7% e la quota sul Pil è cresciuta di 0,22 punti percentuali. L’importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.695 euro, 213 euro in più rispetto al 2012 (+1,9%). Il 41,3% dei pensionati percepisce un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, un ulteriore 39,4% tra 1.000 e 2.000 euro; il 13,7% percepisce tra 2000 e 3000 euro, mentre la quota di chi supera i 3.000 euro mensili è pari al 5,6% (4,3% tra 3.000 e 5.000 euro; 1,3% oltre 5.000 euro).
Circa un quarto (24,9%) dei pensionati ha meno di 65 anni, la metà (il 51%) un’età compresa tra 65 e 79 anni e il restante quarto (24,1%) ha 80 e più. 
Le pensioni di vecchiaia assorbono oltre i due terzi (il 71,8%) della spesa pensionistica totale; seguono quelle ai superstiti (14,8%) e le pensioni assistenziali (7,9%); molto più contenuto il peso delle pensioni di invalidità (3,8%) e delle indennitarie (1,7%).

Reddito medio più basso per i nuovi pensionati 
I nuovi pensionati (le persone che hanno iniziato a percepire una pensione nel 2013) sono 559.634, mentre ammontano a 760.157 le persone che nel 2013 hanno smesso di esserne percettori (i cessati). Il reddito medio dei nuovi pensionati (13.152 euro) è inferiore a quello dei cessati (15.303) e a quello dei pensionati sopravviventi (16.761), coloro cioè che anche nel 2012 percepivano almeno una pensione. 

Un pensionato su tre percepisce più di una pensione
Nel 2013 il numero dei titolari di prestazioni pensionistiche è di poco inferiore ai 16,4 milioni, valore in diminuzione rispetto al 2012 (-1,2%), quando era circa 16,6 milioni. Sebbene le donne rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52,9%), gli uomini percepiscono il 55,8% dei redditi pensionistici: l’importo medio dei trattamenti percepiti dalle donne è, infatti, il 70,7% di quello degli uomini (13.921 contro 19.686 euro).
Il complesso dei pensionati riceve in media 1,42 trattamenti pro capite (il 67,1% ha una sola pensione, il 25,1% ne percepisce due, il 7,8% è titolare di almeno tre pensioni). Tra i nuovi pensionati il valore scende a 1,14 pensioni pro capite, contro 1,82 dei cessati e 1,43 dei sopravviventi. Ciò dipende anche dall’età media dei nuovi pensionati, più bassa (pari a 55,5 anni) rispetto a quella rilevata per gli altri due gruppi (75,8 dei pensionati cessati e 69,8 dei sopravviventi). All’interno del gruppo dei titolari di più di una pensione (pari al 32,9% del totale dei pensionati), la presenza delle donne è prevalente e aumenta al crescere del numero dei trattamenti pro-capite: le pensionate rappresentano il 59,4% dei titolari di due pensioni, il 70,5% dei percettori di tre pensioni e il 73,9% dei titolari di quattro o più trattamenti.