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Peggiorano le Borse europee in tarda mattinata, tornano le vendite sulle banche

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Peggiorano le Borse europee in tarda mattinata dopo la debacle della vigilia sull’onda del timore per il debito di Irlanda e, in parte, del Portogallo. L’indice Stxe 600, che fotografa l’andamento dei principalo titoli quotati sui listini del Vecchio continente, dopo un avvio in crescita è progressivamente peggiorato: alle undici e mezza cede l’1,15. Passate in negativo Milano (Ftse Mib -1,06%) e Madrid (-0,87%), cedono terreno sia Dublino (-1,5%) sia Lisbona. Scivola in territorio negativo anche Parigi (-0,24%), male Atene (-1,9%), mentre resiste seppur di poco Francoforte (+0,11%).


Sui mercati continuano ad aleggiare i dubbi sulla capacità di Dublino di tenere sotto controllo i conti pubblici. Le incertezze sulla capacità dell’Irlanda, il cui governo ha ammesso che la finanziaria da 15 miliardi in quattro anni potrebbe aumentare in valore, si sono sommate in questi giorni alle discussioni, a livello europeo, su come far ricadere esclusivamente sui detentori di bond in futuro un eventuale default di uno Stato sovrano. 

Il Wall Street Journal soffia sul fuoco. Secondo il quotidiano americano il deficit greco nel 2009 ha raggiunto il 15%, in ulteriore rialzo rispetto alle stime del governo, e anche per quest’anno è in arrivo una revisione in peggio al 9,3% che imporrà ulteriori misure specie sul fronte della spesa. Gli obiettivi di deficit/Pil fissati nel piano di salvataggio concordato con Unione europea e Fondo monetario internazionale erano di un rapporto all’8,1% per il 2010 e al 7,6% per il 2011 ma per raggiungere il target 2010 mancherebbero all’appello circa due miliardi di euro. Le ultime stime per il deficit 2009, quadruplicato rispetto alle previsioni del precedente esecutivo guidato da Costas Karamanlis, erano per un 13,8% del Pil.


“Non è un mercato facile da interpretare”, commenta Gianmaria Bergantino di Bank Insinger. “Siamo di fronte a una situazione difficile: le tensioni dei debiti sovrani sono la principale fonte di preoccupazione in Europa, dall’altra parte abbiamo il treno dei mercati emergenti mentre l’America sta giocando sporco con un dollaro così debole, che riesce a sostenere l’export e a trainare gli utili delle società”. “Si naviga a vista”, segnala un altro gestore, secondo cui è azzardato fare previsioni da qui alla fine dell’anno. 


Dublino fa molta paura. Il motivo? L’epicentro della crisi irlandese sono le banche: si teme che le prospettive nere sul fronte della crescita possano creare una situazione simile a quella degli Usa nel 2007, con le famiglie ridotte all’impossibilità di pagare i mutui. Sarebbe un colpo di grazia per gli istituti di credito irlandesi, già salvati dal governo con costi onerosi, e in crescita, per le finanze pubbliche.


Nel Vecchio Continente le vendite si abbattono su Bank of Ireland (-8,8%) con i timori innescati dalla crisi del debito di Dublino. Male anche in Grecia Piraeus (-3,15%). A Piazza Affari soffrono nei finanziari Unicredit -2,07%), all’indomani dei conti, Intesa Sanpaolo (-2,65%). Calo più moderato per Mps dopo i conti societari resi noti questa mattina. Il titolo cede lo 0,76% a 0,9145 euro.


Il Monte dei Paschi ha calcolato in 70 punti base a fine 2013 l’impatto patrimoniale delle nuove detrazioni del capitale sulla base delle nuove regole di Basilea3. Impatto “più che compensabile dalla capital generation ricorrente attesa per il prossimo triennio – si legge nella nota sui risultati dei nove mesi 2010 – e da ulteriori potenziali azioni su valorizzazione attivi del gruppo”.


Rocca Salimbeni ha chiuso il terzo trimestre 2010 con un utile netto a 95,8 milioni, in linea con la stima di consenso degli analisti. Nei nove mesi il risultato netto è ammontato a 356,9milioni in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il coefficiente patrimoniale tier1 è salito all’8,4% dal 7,8% di giugno senza considerare il beneficio atteso dall’operazione Prima sgr. “Risultati nel complesso in linea con le attese, con qualche scostamento sui ricavi core, su cui hanno inciso fattori stagionali”, segnalano gli analisti di Centrosim.