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Payrolls sotto le stime, superdollaro prende fiato

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Indicazioni contrastanti dal mercato del lavoro della prima economia. Ad ottobre il tasso di disoccupazione a stelle e strisce è inaspettatamente sceso dal 5,9 al 5,8 per cento mentre il saldo delle buste paga è risultato positivo per 214 mila unità, circa 20 mila in meno rispetto al consenso degli analisti. Indicazioni peggiori del previsto anche dai salari orari, cresciuti nel mese dello 0,1% (consenso +0,2%).

Nel  complesso il bicchiere è da considerarsi decisamente mezzo pieno: il tasso di disoccupazione è al livello più basso dal luglio del 2008 e le non-farm payrolls segnano il nono mese consecutivo sopra quota 200 mila unità (e il risultato di settembre è stato rivisto al rialzo a 256 mila unità). I dati segnalano che, nonostante le tensioni in arrivo da Europa e economie emergenti, il mercato del lavoro è solido e questo potrebbe spingere la Fed ad anticipare il primo incremento del costo del denaro, fermo nel range 0-0,25% dal 2008.

Nonostante un quadro sostanzialmente positivo, dopo i recenti massimi pluriennali l’indice del dollaro consolida a 87,881 punti, lo 0,15% in meno rispetto al  dato precedente, in scia di fisiologiche prese di beneficio: nelle ultime cinque sedute l’indicatore che rileva le performance del dollaro contro un basket di valute ha evidenziato un incremento dell’1,2%, il saldo mensile sena un +2,7%, quello trimestrale un +7,8% e negli ultimi sei mesi il greenback è avanzato di 11 punti percentuali. Il report “non cambia la situazione in un’ottica di incremento dei tassi”, rileva Colin Cieszynski di Cmc Markets. Gli operatori, continua Cieszynski, “stanno sfruttando il report per prendere profitto dopo il rally di ieri e in vista del week end”.

Mercato del lavoro in evidenza anche nel vicino Canada. Dopo le +74,1 mila unità precedenti, ad ottobre il saldo delle buste paga è risultato positivo per 43,1 mila unità, un dato decisamente migliore delle -3,9 mila unità stimate dagli analisti. Meglio del previsto anche il tasso di disoccupazione, sceso dal 6,8 al 6,5 per cento. In questo contesto il cambio tra il loonie (dal nome dell’uccello marino raffigurato sulla moneta da C$1) e il biglietto verde è sceso fino a 1,3303 usd. Cieszynski ritiene che questi dati rappresentino la prova che la ripresa del mercato del lavoro statunitense “ha ormai contagiato anche il Canada”.