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Payrolls sorprendono in positivo anche a novembre, strada spianata a rialzo tassi Fed

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Ancora una tornata di riscontri decisamente solidi dal mercato del lavoro statunitense che anche a novembre ha mantenuto un ritmo di creazione di posti di lavoro superiore alla soglia delle 200 mila unità. I dati odierni confermano quindi il buono stato di salute dell’economia Usa avallando le attese per la prima stretta sui tassi da parte della Federal Reserve che il prossimo 16 dicembre dovrebbe quindi annunciare il primo rialzo del costo del denaro dal lontano 2006. 

Rivisto al rialzo il dato di ottobre (+298 mila) 
Le non farm payrolls Usa di novembre hanno evidenziato la crescita di 211 mila unità dei posti di lavoro nei settori non agricoli dalle 298 mila del mese precedente (dato rivisto al rialzo da +271 mila). il consensus Bloomberg era fermo a +200 mila. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 5%,  sui minimi a 7 anni. 

Rallenta la crescita del salario medio orario
Il salario medio orario, uno dei dati maggiormente monitorati dalla Fed, risulta in crescita del 2,3% negli Usa a novembre rispetto al +2,5% del mese precedente. Su base mensile il progresso risulta dello 0,2% rispetto al +0,4% di ottobre. “Dovrebbe essere un calo temporaneo – rimarca James Knightley di Ing – e se verrà mantenuto un altro +0,2% su base mensile il prossimo mese il tasso annuo salterà fino al 2,7% su base annua”. 
“Il report odierno è sicuramente coerente con la clausola FOMC per l’innesco di tassi di interesse più elevati, ossia di un qualche ulteriore miglioramento nel mercato del lavoro”, aggiunge l’esperto di Ing che conferma la prospettiva di un aumento di 25bp nel prossimo meeting Fed. 

Composta la reazione dei mercati con Piazza Affari che prosegue poco sotto la parità (-0,2% il Ftse Mib), mentre sul valutario il dollaro usa si rafforza solo leggermente (1,0918 l’eur/usd).