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Payrolls deludono ancora, dollaro debole

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Terza seduta consecutiva con il segno meno per l’indice del dollaro. Dollaro debole nel giorno più importante del mese, quello in cui vengono diffusi i dati relativi l’andamento del mercato del lavoro. A gennaio, per il secondo mese consecutivo, la crescita delle non-farm payrolls statunitensi ha deluso le attese facendo registrare un saldo di 113 mila unità, decisamente al di sotto delle +180 mila attese dal mercato.

Nuovo calo invece, anche in questo caso inatteso, per il tasso di disoccupazione, sceso ai minimi dall’ottobre del 2008 al 6,6% (nei pressi della fatidica soglia indicata dalla Federal Reserve al 6,5%). Questa volta il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è complice solo in parte, visto che a dispetto del fatto che si sia confermato ai minimi da 35 anni è salito dal 62,8 al 63 per cento.

L’indice del dollaro arretra di un quarto di punto percentuale ai minimi da fine gennaio portando il dato settimanale al -0,7%. Poco mosso anche l’eurodollaro, che dopo uno spike di 65 punti base in corrispondenza della diffusione dei dati ha ritracciato e in questo momento quota 1,361, e il dollaroyen, in lieve crescita a 102,2.

Nonostante le dichiarazioni rese poco prima delle 14:30 da Richard Fisher, n.1 della Federal Reserve di Dallas, che sottolineando l’influenza del maltempo sulle payrolls ha implicitamente avallato la prosecuzione del tapering, un rallentamento nel processo di creazione di posti di lavoro potrebbe spingere il board della prima banca centrale a considerare una pausa al piano di normalizzazione della politica monetaria. Appuntamento al prossimo meeting, in calendario per il 18-19 marzo.